Cosa vedere

 

Il Parco offre una vastissima gamma di punti e percorsi interessanti, non solo geologici ma anche storici, paesaggistici o naturalistici. Di seguito la descrizione di un itinerario storico e uno geologico.

 

1. Il percorso storico (dal Ghitello al Mulin da Canaa)

ll percorso parte dal Mulino del Ghitello (Centro visitatori) e costeggiando il fiume Breggia si incontrano successivamente la vecchia cementeria, il ponte di ferro, il complesso del Pastificio (Birreria) e la grande cementeria Saceba. La serie di opifici copre un periodo che va dal 1600 a oggi.
Oltre la grande cementeria e dopo aver attraversato il fiume, si risale la Val dala Magna, lungo il sentiero del 700°, per raggiungere il colle di San Pietro, sul quale si trovano i resti di un castello medioevale e la Chiesa Rossa. Da questa posizione si gode una bella panoramica del Parco.

Proseguendo sull'ottocentesca Strada di Circolo, si incontra il Punt da Canaa e dopo breve si può arrivare al letto del fiume e ai resti del Mulino di Canaa. Volgendo lo sguardo verso l'alto è visibile il ponte in cemento di Castello, l'attuale collegamento stradale tra le due sponde della valle.Da questo punto il percorso da storico diventa geologico, senza però dimenticare la flora e la vegetazione.

2. Il percorso geologico (dal Mulin da Canaa al Ghitello)

Le rocce chiare e nettamente stratificate visibili nel letto del fiume presso il Mulin da Canaa sono le più antiche del Parco: sono calcari selciferi di 190 milioni di anni. Verso valle essi diventano più ricchi di argille e di fossili (Ammoniti):  è pericoloso (oltre che vietato) cercare di raccogliere queste ultime!! Prima del ponte del Farügin sono invece ben visibili gli strati rossi dell’Ammonitico, nel quale furono trovate oltre 800 diverse specie di questi molluschi fossili!

Superata la stretta e profonda gola (il Buzun dal Diavul) con un ponte di legno che sostituisce quello antico (Punt dal Farügin) e si scende lungo la parete destra della gola fino allo sbocco della stessa, sempre a contatto con gli strati rocciosi. Qui si incontrano le Radiolariti rossastre e poi, sulla destra, la grande cava di Biancone. Giunti in basso, si ritorna per breve tratto sul sentiero già percorso, poi si prosegue sulla sponda destra costeggiando, talora su ardita cengia, la serie delle Scaglie e attraversando alcuni biotopi particolari. Anche da qui si gode una vista interessante.

 

Il sentiero prosegue poi nel bosco seguendo in quota l’ampia curva del fiume e attraversando ampie zone franose. Sono possibili interessanti osservazioni su composizione e struttura del bosco. Il sentiero scende poi nuovamente sulla strada a livello del fiume (già percorsa all’andata) dalla quale si possono vedere sulla sinistra le grandi pareti del Conglomerato di Pontegana e sulla destra i depositi del Flysch. Si ritorna così al Ghitello, dove sono visibili i depositi più recenti (Quaternario).

 

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