Il bosco

 

 

L’utilizzazione antropica del suolo ha da sempre condizionato la ripartizione degli aggregati forestali. In particolare l’abbandono della gestione attiva di porzioni di territorio ha reso possibile un incremento quantitativo e un’evoluzione qualitativa delle formazioni forestali, che oggigiorno coprono un’importante parte della superficie del Parco. In aggiunta a questo, sono da considerare altri fenomeni quali il riscaldamento climatico o la diffusione di specie neofite.


Evoluzione della superficie boscata

In passato il bosco fu spesso relegato in secondo ordine rispetto alle esigenze primarie della collettività che al  Parco delle Gole della Breggia furono a lungo dettate dall’agricoltura. Questa occupava spazi conquistati anche mediante il terrazzamento dei pendii, mentre l’industria del cemento, oltre a influenzare la vegetazione, mutò radicalmente la morfologia e il paesaggio.
Nel periodo antecedente alla seconda guerra mondiale le formazioni forestali erano confinate sulle superfici meno produttive, accessibili con difficoltà o del tutto inaccessibili. Le utilizzazioni forestali, finalizzate soprattutto alla produzione di legname d’ardere, paleria o alla coltivazione del castagno da frutto, limitavano le formazioni naturali a pochi lembi di bosco localizzati sulle pareti più ripide della valle.
Già nel 1945 si osserva l’abbandono di alcune colture agricole a favore del bosco, che avanza soprattutto sui pendii. L’espansione continua nel decennio seguente in cui l’attività agricola si concentra essenzialmente nel fondovalle e sui versanti terrazzati e soleggiati. Negli anni ’60 sul fondovalle i terreni adibiti alla campicoltura cedono il posto alle infrastrutture industriale le attività agricole sui pendii diminuiscono ulteriormente permettendo l’infoltimento dei boschi radi. A partire dagli anni '80 il bosco copre ormai quasi tutti i pendii ad eccezione dei terrazzamenti vignati e delle aree adibite all'estrazione del  materiale per il cementificio . Negli ultimi anni la copertura arborea aumenta anche sulle vecchie cave d’estrazione, segno che il suolo ha accumulato sufficienti sostanze nutritive assimilabili dagli alberi, mentre la concorrenza a livello di strato erbaceo e arbustivo è diminuita.


Distribuzione delle specie

La maggior parte (56% della superficie forestale) è rappresentato da bosco misto di latifoglie tipico della fascia collinare. Un ulteriore 23%, localizzato soprattutto sui pendii scoscesi, è costituito da ostrieto (bosco dominato da Ostrya carpinifolia, tipico dei suoli ricchi di carbonati), mentre il castagneto occupa un’area pari all’8.5% della superficie boscata. La parte restante è formata da boschi pionieri, boschi golenali e piantagioni. Le specie arboree rilevate sono molteplici. Il Carpino nero o Carpinello (Ostrya carpinifolia) risulta essere la specie arborea più frequente al Parco. La Robinia (Robinia pseudoacacia) è normalmente mescolata ad altre essenze. Il Castagno (Castanea sativa) è presente in modo abbondante solo nella parte alta del Parco, dove in passato si praticava un governo a selva (produzione del frutto) o a ceduo (produzione della paleria). La mancata gestione degli ultimi decenni ha però affievolito la sua forza e permesso lo sviluppo di altre essenze (si notano spesso Robinia, Carpino nero, Tiglio, Ciliegio e Rovere). Il Frassino comune (Fraxinus excelsior) e l’Acero montano (Acer pseudoplatanos) sono molto frequenti soprattutto sui pendii meno ripidi, ricchi di nutrimenti e di acqua. Sulle stazioni più miti e non perennemente umide (terrazzamenti, depositi di detriti) diventa importante anche la presenza del Tiglio selvatico (Tilia cordata), il quale trova spesso dimora in popolamenti dominati da altre specie quali ad esempio il Carpino nero, il Frassino o il Castagno. La sua densità aumenta in particolare laddove la robinia è soppiantata da specie caratteristiche di un bosco più maturo. Rovere (Quercus petraea) e Bagolaro (Celtis australis, comunemente noto anche con il nome di «spacasass») sono specie tipiche delle stazioni secche, quindi soleggiate e soprattutto superficiali.

 

AllegatoDimensione
Tipologie di bosco nel Parco.jpg294.32 KB

Theme by Danetsoft and Danang Probo Sayekti inspired by Maksimer