Gli ambienti del Parco delle Gole della Breggia

 

Le biocenosi (comunità di specie) del comprensorio sono rese particolarmente varie e interessanti dalla presenza di una grande diversità di ambienti. Il paesaggio naturale è dominato dalla presenza del fiume, che l'ha modellato nel corso dei millenni.

 

Le biocenosi (comunità di specie) del comprensorio sono rese particolarmente varie e interessanti dalla presenza di una grande diversità di ambienti. Il paesaggio naturale è dominato dalla presenza del fiume, che l'ha modellato nel corso dei millenni.

Nel tratto superiore del suo corso, il fiume, ancora naturale, ha dato origine alla formazione di cascate e rapide e alla creazione di solchi incassati, gole e forre. Sulle pareti a picco si sono installati muschi, licheni e alghe epilitiche (che vivono sulle rocce), così come popolamenti caratteristici degli stillicidi nei siti con percolazione d'acqua. Questi ambienti sono noti per l'alta probabilità di ritrovamento di popolazioni animali relitte (sopravvissute ai cambiamenti dell'ambiente) o comunque di alto interesse scientifico. Anche nell'acqua la vita animale è variamente rappresentata. La parte inferiore del corso del torrente è corretta e incanalata, perdendo così gran parte del suo significato naturalistico. Essa è però avvalorata dalla presenza di uno specchio d'acqua, sulla cui riva sinistra è installata una fascia a saliceto; il sito è prezioso per diverse specie animali, tra gli altri parecchi anfibi e rettili, e rappresenta una porzione essenziale del territorio di caccia delle popolazioni di Pipistrello albolimbato e di Pipistrello di Nathusius presenti nel comprensorio.

Sulla cengia scavata nella Scaglia cretacea, lungo la sponda destra del torrente, si apre un biotopo di particolare interesse per la presenza di zone umide, colonizzate da popolazioni di Tifa e salici, accanto ad ambienti prettamente xerofili (secchi). Sotto la parete della Scaglia si sono invece formati due piccoli stagni con vegetazione acquatica. Ambedue sono luogo di riproduzione per gli anfibi.

 

La gran parte della superficie del comprensorio è boscata. Dominano il Carpinello, nella fascia superiore, e il Frassino, che necessita di condizioni di umidità e freschezza, soprattutto nella fascia inferiore, dove il bilancio idrico è migliore. Molto diffusa è anche la Robinia, forte colonizzatrice presente orinai quasi ovunque. Tra gli uccelli nidificano in questo biotopo il Picchio muratore, l'Allocco e il Picchio rosso maggiore, che utilizzano le cavità dei vecchi castagni.

Tra il bosco e le superfici aperte fa da raccordo un nastro di vegetazione arbustiva continua e compatta. Questi arbusteti di margine, ad esempio attorno alla Chiesa Rossa, come pure i cespuglieti che si sviluppano nelle zone incolte sopra il Biancone e i vigneti abbandonati nella parte superiore del comprensorio, ospitano biocenosi ricche e molto varie in cui sono presenti, tra i vegetali, la Rosa selvatica, il Ligustro e la Sanguinella, specie amanti della luce che producono molti frutti e attirano così numerosi uccelli. In questi ambienti incontriamo tra gli altri il Canapino, il Luì piccolo, il Codibugnolo e il Verdone.

La zona degli scavi è caratterizzata dagli ambienti rupicoli, in particolare dalle pareti del Biancone e della Scaglia. Ai piedi di quest'ultima sono localizzati frammenti di ambienti ruderali, poveri di materiale organico, colonizzati, come del resto i margini delle strade, soprattutto da Piantaggine, Trifogli, Poe ed Erigeri. Tra gli invertebrati vi sostano varie specie di Lepidotteri, fra cui le Vanesse, tra le nostre farfalle diurne più belle e vistose.

Completano il quadro degli ambienti le superfici aperte: i prati pingui, nelle zone marginali dell'areale soprattutto a settentrione, e il prato secco sotto la Chiesa Rossa, incluso nell'"Inventario Federale dei prati secchi".

 

Due punti di particolare interesse

Due zone in particolare mostrano un'alta concentrazione di ambienti diversi in spazi ristretti, dove sono resi possibili l'esistenza e l'interscambio di popolazioni vegetali e animali molto diversificate e una conseguente ricchezza delle biocenosi.

Il sito più a settentrione, immediatamente a NE della Saceba, è una sorta di anfiteatro racchiuso in parte tra le pareti del Biancone e della Scaglia da un lato e le rupi delle gole dall'altro. Esso comprende, accanto agli ambienti rupicoli e al torrente, le zone umide sotto la Scaglia, siepi, cespuglieti, ambienti ruderali e, verso l'alto, consistenti tratti di margine di bosco e il prato secco sotto la Chiesa Rossa.

La seconda zona di particolare interesse è quella che ruota intorno al Mulino del Ghitello e comprende, oltre a tratti di bosco e di boscaglia, anche lo specchio d'acqua e le sue rive. In questa zona nidificano tra l'altro il Canapino, il Codirosso e il Verzellino.

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