La Micologia del Parco

 

 

Per la popolazione attorno al Parco e in generale per i frequentatori abituali del Parco, il termine «funghi» indica (e indicava) solo le primaverili spugnole (Morchella esculenta), eccellenti ascomiceti che crescevano abbondati prima degli interventi antropici e di un certo degrado del bosco, favorite dall’abbondanza del frassino, albero simbionte con questa specie. Non si andava (o va) evidentemente «a boleti» (porcini) o per ovoli reali (Amanita caesarea) data l’esiguità del castagneto, del querceto e l’assenza totale del faggio.

 

Uno studio iniziato nell’autunno 1999 ha però messo in evidenza una situazione del tutto insperata, con la presenza nel Parco di qualche centinaio di specie micologiche, fra cui alcune specie nuove per il Cantone Ticino, accanto ad altre molto rare. Particolari ambienti pedologicamente complessi, con  flora e vegetazione molto variate e differenziate, garantiscono microterritori molto particolari, degni di rispetto e tutela, sia in presenza di suolo povero di carbonati, sulla sponda sinistra della Breggia sia su suoli più calcarei sulla destra del corso d’acqua.

 


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