Alcune particolarità floristiche

 

 

Il Parco presenta alcuni ambienti floristici molto suggestivi, a cominciare dalle pareti di tufo in prossimità del Ponte del Farügin, dove fa bella mostra di sé la Saxifraga rotundifolia, in fiore da maggio a giugno. Nella gola appena a monte del ponte è invece presente una parete a stillicidio con una cospicua colonia di Capelvenere (Adiantum capillus-veneris), una felce protetta in tutta la Svizzera e presente solo in Ticino e in alcune zone nei pressi dei laghi di Neuchâtel e di Ginevra. Lungo tutte le gole è presente la Lingua di cervo o Scolopendria comune (Phyllitis scolopendrium), l’unica felce a lamina intera che cresce in Svizzera. Negli stagni e nei punti a corrente lenta dell’ansa della Breggia al Ghitello crescono importanti colonie di Thypha latifolia, mentre in una pozza antistante il mulino è stata reintrodotta con successo la Nymphaea alba, specie protetta in Svizzera e vulnerabile in Ticino. Nell’area del Parco sono state rinvenute quattro specie di orchidee e una nelle immediate vicinanze: due non sono considerate in pericolo in Ticino (Cephalanthera longifolia e Listera ovata), la Cephalanthera rubra, la Neottia nidus-avis e l’Anacamptis pyramidalis sono invece specie vulnerabili in Ticino. Troviamo poi cinque specie poco o pochissimo frequenti e incluse nella Lista Rossa delle piante minacciate, classificate da vulnerabili a minacciate di estinzione (in Ticino). Quattro di queste appartengono alla famiglia delle Orobanchaceae (Succiamele) e sono parassiti radicali di altre piante: Orobanche lutea, O. caryophyllacea, O. purpurea e O. hederae. Esse sono prive di clorofilla, crescono fino a 30-50 cm di altezza e sono sostanzialmente composte da un gambo con una spiga di fiori all’apice. La famiglia ha un aspetto caratteristico e inconfondibile, le specie si assomigliano però moltissimo e non sono sempre facili da determinare.

 

Una nota speciale è dovuta a una piantina rampicante della famiglia delle Caryophyllaceae (parente quindi dei più comuni garofani): il Cucubalus bacciferus (Erba cucco). Nel Parco è presente in tre stazioni accertate, di pochi metri quadrati di superficie ognuna, è considerato vulnerabile in tutta la Svizzera ed è conosciuto solo in alcune parti del Ticino e Mesolcina, Ginevra e Grigioni (Oberhalbstein). Il C. bacciferus è una pianta piuttosto esigente e di conseguenza con una distribuzione molto limitata: richiede, infatti, la presenza contemporaneamente di un terreno ricco di sostanze nutritive, umido fino a molto umido, leggermente basico (pH da 5.5 a 8), e di un luogo ombreggiato e molto caldo, senza gelate tardive o grosse escursioni termiche. Il C. bacciferus è altresì un ottimo esempio per comprendere la fragilità di certi ecosistemi, nei quali è sufficiente anche solo un piccolo intervento inopportuno per far sparire una specie in maniera irreversibile.

 

 

Il Cucubalus bacciferus (Erba cucco), foto E. Lienhard.

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