Tracce di storia nel Parco

 

 

Nonostante la parte geologica rappresenti l’attrazione più vistosa del Parco, il suo territorio ospita numerose componenti di interesse storico e archeologico, oltre che scientifico e naturalistico. Un’attenta osservazione della morfologia generale, dove la Pianura padana si incontra con le Prealpi, permette di capire il ruolo che deve avere avuto la regione nel passato. Trovandosi, infatti sulla via delle Alpi, a confine con l’ Italia settentrionale, fin dalla preistoria è stata di grande importanza per il traffico di persone e merci.

 

Vie storiche: Il profondo solco della Breggia ha sempre rappresentato un difficile ostacolo all’attraversamento della valle. Dei vari modi utilizzati per passare da una riva all’altra restano molte tracce all’interno del Parco: la più antica è forse il guado del Murnée. Risalgono al 1426 le prime indicazione dello straordinario ponte costruito tra due speroni di roccia a 35 m sopra il letto del fiume nel punto più stretto delle Gole: il ponte del Farügin (o Ponte di San Pietro. Attorno al 1820 fu costruita la strada di circolo tra Castel San Pietro e Morbio Superiore che supera la Breggia con un ponte in pietra (Punt da Canaa). Nel 1912 si costruì invece il grande ponte in ferro (Punt da Castel), sostituito, nel 1997, dall’attuale ponte in cemento.

 

Monumenti storici: L'importanza della zona nel passato per il traffico di persone e di merci ha portato alla costruzione di fortificazioni destinate al controllo e allo sfruttamento delle vie di comunicazione. Attorno al Parco e nel Parco stesso si possono osservare i resti di almeno cinque fortificazioni. Sulla collina di San Pietro sono invece state ritrovate varie tombe e monete di epoca romana, mentre i resti delle mura perimetrali del castello, proprietà e residenza temporanea del Vescovo di Como, risalgono al Medioevo. Sulla collina sorgevano pure due chiese: una, attestata nel 1323 e posta entro le mura, è oggi scomparsa. L’altra, fatta costruire fuori le mura dal vescovo Bonifacio da Modena fra il 1343 e il 1345, è chiamata Chiesa Rossa ed è monumento nazionale.

 

Opifici: I mulini e le altre costruzioni rurali hanno seguito i destini dei vari collegamenti che attraversano la valle. Lungo la via più antica sul lato di Castel San Pietro è situata l’azienda agricola del Farügin, mentre sul lato di Morbio Superiore, subito dopo il ponte, si trova «ul Mulin da Canaa», scavato nella roccia del letto della Breggia, ora purtroppo semidistrutto. Nella zona «ai Murnée» sorgeva un doppio mulino funzionante fino a metà del Novecento che fu distrutto al momento della costruzione del cementificio. Con l’edificazione del Ponte del Ghitello alla fine del Cinquecento, sorse anche il Mulino (1606), uno degli opifici idraulici più ricchi di strutture e meglio conservati della Svizzera.

 

Archeologia industriale: La forza motrice della Breggia è stata sfruttata nel tempo in vari modi, primo fra tutti quello dei mulini. Lungo la Breggia si incontrano però altre testimonianze di archeologia industriale: la vecchia Cementeria, il Pastificio e la Birreria e il cementificio Saceba, dove negli anni '60 e '70 si produceva cemento utilizzando il Biancone e le marne estratte nella grande cava e in enormi gallerie sulla riva opposta.

 

 

 

Ubicazione delle principali testimonianze storiche. 

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